Statue di Buddha – sublimi rappresentazioni del Buddha

Buddha Statues – sublime representations of the Buddha

Le statue coreane del Buddha sono rinomate per la loro essenziale armonia, la raffinatezza delle forme e la capacità di incarnare pace e tranquillità.

<Due rappresentative statue sedute in bronzo dorato del Maitreya in meditazione, realizzate nel VI secolo durante il periodo dei Tre Regni e oggi conservate al Museo Nazionale della Corea. Con il misterioso sorriso del Maitreya, simbolo dell’illuminazione, queste figure sono considerate le più belle tra tutte le statue del Buddha in questa postura mai create al mondo.>

Una statua del Buddha dalla Grecia

Chi visita la Corea può aspettarsi di incontrare un paesaggio di montagne sconfinate, impreziosito dalla presenza di numerosi e splendidi templi buddhisti, ciascuno con la propria statua del Buddha. Ma anche sui monti privi di templi non è raro trovare almeno un Buddha magnificamente scolpito su una grande roccia. Per i coreani, le statue del Buddha sono una presenza familiare — parte della vita quotidiana — indipendentemente dalla religione di ciascuno. Tuttavia, pochi sanno che la statua del Buddha non ebbe origine in India o in Cina, bensì in Grecia.


<Buddha Sakyamuni scolpito su parete rocciosa nel tempio Golgulsa a Gyeongju (a sinistra) e Bodhisattva sul monte Namsan a Gyeongju (a destra).>

Nel buddhismo primitivo dell’India, le statue del Buddha non venivano affatto realizzate. Questa pratica seguiva le ultime volontà di Siddhartha Gautama (il Buddha), che proibì ogni forma di venerazione di immagini che lo raffigurassero. Tuttavia, con l’inizio dell’era volgare, la regione del Gandhara — un’area dell’Afghanistan oggi nota come Peshawar — iniziò a cambiare. Gli abitanti del Gandhara praticavano prevalentemente il buddhismo, ed è qui che i seguaci buddhisti entrarono in contatto con la civiltà greca. Questo incontro lasciò un’impressione profonda e duratura, in particolare le conquiste di Alessandro Magno all’inizio del IV secolo. In quel periodo, i buddhisti videro per la prima volta templi greci e divinità come Zeus ed Ercole, una scoperta che portò naturalmente alla creazione di statue del Buddha, oggetto della loro venerazione religiosa. Ma i buddhisti del Gandhara, privi di esperienza nella realizzazione di statue del Buddha, inizialmente le ricavarono dalle statue degli dei greci. In alcuni casi, infatti, alcune statue del Buddha furono create direttamente da statue di Ercole. Per questa ragione, la statua del Buddha assunse tratti occidentali, come occhi infossati e un naso dal ponte alto. Questo tipo di statua del Buddha occidentalizzata giunse in Corea attraverso la Cina. Ecco perché le prime statue buddhiste coreane presentano volti dall’aspetto in parte occidentale.

<Il Buddha della grotta di Seokguram, capolavoro scultoreo celebre per la rappresentazione realistica del Buddha.>

Tipi e categorie di statue del Buddha

Le statue del Buddha furono create in un’ampia varietà di forme, a seconda del Paese e dell’epoca storica. In generale, il Buddha possiede 32 caratteristiche fondamentali, tra cui grandi orecchie che ricadono fino alle spalle, una protuberanza cranica, piedi piatti e il “terzo occhio” sulla fronte (di solito una gemma bianca).

Tra le diverse tipologie di statue del Buddha, le più importanti sono il Buddha Sakyamuni, il Buddha Amitabha e il Buddha Vairocana. Il Buddha Sakyamuni, come la statua del Buddha nella grotta di Seokguram, indica la terra con la mano destra. È il momento appena precedente l’illuminazione, in cui egli informa la divinità della Terra di aver raggiunto il risveglio. Il Buddha Amitabha è una figura immaginaria che governa il paradiso, il luogo in cui gli esseri umani si recano dopo la morte. Questo Buddha forma nove cerchi con le dita, a simboleggiare i nove livelli del paradiso. Il Buddha Vairocana è l’equivalente buddhista del Dio cristiano: l’essere creatore in base al quale esistono il Buddha Sakyamuni e il Buddha Amita. Questo Buddha tiene il secondo dito di una mano con l’altra, gesto che simboleggia la filosofia secondo cui il mondo reale e il mondo fondamentale che consente al mondo reale di esistere sono una sola e medesima cosa.


<Buddha Amitabha della Sala del Paradiso (a sinistra) e Buddha Vairocana (a destra) della Sala Vairocana nel tempio Bulguksa.>

Il volto della Corea: Maitreya in meditazione in bronzo dorato

Le prime statue del Buddha in Corea imitavano perlopiù le statue buddhiste cinesi, ma con lo sviluppo culturale del Paese anche la statua del Buddha cambiò, assumendo un aspetto scultoreo distintamente semplice e naturale, privo di ornamenti. Il Buddha triadico scolpito nella roccia a Seosan (Tesoro Nazionale n. 84), chiamato Il Sorriso di Baekje, uno dei tre regni del periodo dei Tre Regni (57 a.C.-668 d.C.), è un capolavoro di tecnica scultorea, rinomato per il suo sorriso accattivante, sincero e innocente. Un sorriso altrettanto caldo e fluido si può osservare anche nelle statue giapponesi del Buddha, influenzate dai loro corrispettivi coreani.

<Il Buddha triadico scolpito nella roccia a Seosan è la statua del Buddha più antica e suggestiva della Corea. È chiamato Il Sorriso di Baekje.>

Il periodo in cui le statue del Buddha furono create con maggiore intensità in Corea va dal VI all’VIII secolo. In questo arco di tempo, il tipo più diffuso era il Maitreya in meditazione, che raffigura un bodhisattva in posizione semiseduta, con il palmo della mano destra appoggiato con estrema delicatezza sulla guancia, a esprimere una profonda contemplazione. Si ritiene che questa statua derivi dal Principe in meditazione, una rappresentazione del principe Siddhartha immerso nella riflessione su come illuminare l’umanità. In Corea e in Giappone, la figura è nota come Bodhisattva Maitreya. Tra queste opere, il magnifico Maitreya in meditazione in bronzo dorato (Tesoro Nazionale n. 83) dimostra un’assoluta maestria artistica grazie alla postura del corpo, semplice e al tempo stesso equilibrata, alla resa naturale delle pieghe della veste del Buddha e agli occhi, al naso e alla bocca scolpiti con chiarezza. Il sorriso lieve del Bodhisattva Maitreya trasmette a chi lo osserva un senso di nobile benevolenza. Questa rappresentativa statua coreana del Buddha è splendida per la sua essenziale armonia e per la sua capacità di incarnare l’aspirazione alla pace e alla libertà.


<Due statue sedute in bronzo dorato del Maitreya in meditazione nel Museo Nazionale della Corea.>

* Foto per gentile concessione del Museo Nazionale della Corea e dell’Amministrazione del Patrimonio Culturale della Corea.