Questa carta resistente e raffinata, realizzata a mano dalla corteccia del gelso, è un prezioso patrimonio culturale dal valore inestimabile ancora oggi.

<Diversi tipi di hanji tradizionale dai colori splendidi, realizzati da un maestro artigiano della carta hanji.>
Una testimonianza conservata per oltre mille anni
La hanji è la carta tradizionale coreana, realizzata utilizzando come materia prima la corteccia del gelso. Dopo l’arrivo della carta dalla Cina, gli antichi coreani svilupparono un metodo unico per produrre la hanji, caratterizzata da fibre forti e durevoli, ma al tempo stesso molto morbide al tatto. Due importanti documenti storici coreani furono stampati su hanji: il Mujujeonggwang Daedaranigyeong (Grande Sutra Dharani della Luce Immacolata e Pura, circa 704 d.C.), scoperto all’interno della pagoda Seokgatap presso il Tempio Bulguksa a Gyeongju e riconosciuto come il primo documento stampato al mondo; e il Daebanggwang Bulhwaeomgyeong, prodotto nel 755 d.C. (14º anno del regno di re Gyeongdeok). Il Daebanggwang Bulhwaeomgyeong è una risorsa storica di particolare valore, poiché offre indizi sulla tecnologia cartaria dell’epoca e include i nomi del luogo di produzione e del cartaio. Avendo reso possibile la prima cultura della stampa xilografica al mondo e possedendo straordinarie qualità di conservazione — capace di durare oltre 1.000 anni — la hanji è davvero un patrimonio culturale inestimabile. La resistenza della hanji risulta ancora più sorprendente se confrontata con quella dei moderni CD o microfilm, che devono essere sostituiti ogni 10-20 anni.

Il primo sutra al mondo stampato su carta con matrici lignee
<Il Mujujeonggwang Daedaranigyeong è rimasto quasi perfettamente integro per oltre un millennio.>
Dalla corteccia dell’albero alla carta
Il processo di produzione della hanji può essere suddiviso, in linea generale, in tre fasi: 1) preparazione dei materiali; 2) filtraggio dei materiali in un telaio per carta; 3) finitura. La prima fase consiste nel tagliare il gelso in pezzi, legarli in fasci e poi collocarli sul coperchio di una pentola di ferro su cui è stata versata acqua. I pezzi vengono quindi circondati da sacchi di paglia; si accende il fuoco e lo si alimenta finché la corteccia non inizia a staccarsi. La corteccia viene poi rimossa a mano dal legno ed essiccata. La corteccia essiccata viene nuovamente immersa in acqua e pressata fino a eliminare l’acqua, lasciando solo le fibre bianche. A questa miscela si aggiunge liscivia, che viene quindi bollita per almeno tre ore. Dopo aver lavato le fibre rimanenti, la miscela viene stesa su una pietra piatta e pestata con un pestello. Le fibre così separate vengono aggiunte all’acqua viscosa ottenuta pestando la radice del gelso, quindi il tutto viene mescolato accuratamente. La miscela risultante viene filtrata su un telaio a un solo supporto ed essiccata. Dopo un processo di finitura chiamato “dochim”, la hanji è finalmente completa.

<La corteccia viene rimossa dai gelsi e lavata in acqua pulita.>
È il processo di finitura dochim a rendere la hanji tradizionale un materiale così eccellente. Il dochim consiste nello stendere la carta ancora umida e batterla con un pestello, aumentando la densità della hanji e la formazione delle fibre. Questo procedimento non solo rende la superficie della carta più fine e ne aumenta la levigatezza, ma le conferisce anche una lucentezza e una texture morbida, priva di pelucchi.

<Un artigiano della hanji realizza la carta hanji secondo il metodo tradizionale.>
Oltre alla sua straordinaria resistenza, la hanji vanta un’eccellente permeabilità all’aria e all’umidità, una texture morbida, flessibilità, durabilità e la capacità di riflettere e assorbire efficacemente tutti i colori. Grazie alle sue eccellenti proprietà di assorbimento, insonorizzazione e isolamento, fin dall’antichità è stata utilizzata nella costruzione delle case, applicata su pareti, telai delle porte, pavimenti e persino impiegata per realizzare mobili. Come dimostra il suo utilizzo da parte di aziende moderne che adottano tecnologie all’avanguardia, l’eccellenza e la superiorità della hanji rimangono ancora oggi pienamente attuali.
Scoprite la delicata maestria della hanji con il nostro ventaglio pieghevole bianco con dipinto di orchidea. Questo ventaglio artigianale unisce la resistenza della carta di gelso all’eleganza del design tradizionale coreano, diventando al tempo stesso un accessorio funzionale e un’opera d’arte.

<Diversi tipi di hanji venduti in un negozio di Insadong, quartiere di Seoul noto soprattutto per i suoi antiquari e l’artigianato tradizionale coreano.>
Dalle bambole agli altoparlanti: le infinite possibilità della hanji
Oltre alle sue numerose proprietà funzionali, la hanji incarna una bellezza tradizionale coreana fatta di colori e texture sobri. Grazie a queste caratteristiche, la hanji viene oggi utilizzata in una varietà di arti artigianali. La bambola in carta di gelso ne è un esempio. Queste bambole esprimono un’estetica spiccatamente coreana, con le loro caratteristiche espressioni comiche, le texture rustiche e i colori tenui che traspaiono attraverso la hanji tinta.

<Deliziose bambole hanji realizzate in carta di gelso.>
A differenza della carta in pasta di cellulosa prodotta artificialmente, la hanji è composta da fibre vegetali innocue per il corpo. La hanji è inoltre sostenibile dal punto di vista ambientale, poiché utilizza pasta non legnosa. Poiché non danneggia il corpo, la hanji può potenzialmente sostituire molti prodotti a base chimica che entrano in contatto diretto con la pelle umana, come tovaglioli, camici monouso, mascherine monouso e pannolini; può inoltre essere utilizzata nei materiali di finitura per l’edilizia, come carta da parati e pavimentazioni. Le fibre di hanji possiedono efficaci proprietà di rimozione delle sostanze nocive e funzioni antibatteriche. Gli studi dimostrano che i filtri per sigarette a base di hanji hanno prestazioni fino all’8% superiori rispetto ai filtri esistenti nella rimozione di nicotina, catrame e monossido di carbonio. Inoltre, la hanji è in grado di schermare fino al 99% delle onde elettromagnetiche emesse da dispositivi elettronici come i computer.

<Hanji decorata con caratteri hangeul e applicata a una parete per un effetto di grande impatto.>

<Splendide lampade create con la hanji diffondono una luce calda e delicata.>
La straordinaria capacità della hanji di elaborare le vibrazioni ha recentemente ricevuto nuova attenzione grazie alla sua applicazione negli altoparlanti. L’altoparlante a quattro canali, con toni alti, medi e bassi e funzione woofer, è considerato il modello ideale. L’unica versione superiore è un “altoparlante da sogno”, capace di concretizzare tutti e quattro i canali con un unico foglio: un altoparlante che, secondo gli appassionati di musica, in passato era ritenuto possibile solo in teoria. Tuttavia, gli altoparlanti in hanji hanno dimostrato il contrario, riproducendo perfettamente suoni a quattro canali con un solo foglio di hanji. Questo risultato deriva dalla straordinaria capacità di assorbimento e dall’elevata densità della hanji. Gli usi della hanji sono praticamente infiniti: è per questo che continua a essere adottata in molte nuove forme.
Illuminate il vostro spazio con il bagliore sereno della nostra lampada da terra in carta con paralume bianco e cinque boccioli di anemone. Realizzata in autentica hanji, questa lampada non solo offre un’illuminazione delicata, ma porta anche un tocco di eleganza tradizionale coreana in ogni ambiente.
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<Altoparlanti in hanji: la tradizione incontra la tecnologia moderna.>
* Foto per gentile concessione della Korea Tourism Organization e della Cultural Heritage Administration of Korea.