Il seowon è la culla spirituale dell’intellettuale coreano e il fondamento da cui nacquero e fiorirono la passione degli studiosi per il sapere e l’impegno per la giustizia sociale.


<Dosan Seowon: veduta aerea (sopra) e sala delle lezioni (sotto), dove lo studioso confuciano Yi Hwang studiò e insegnò.>
Seonbi, il prototipo dell’intellettuale coreano
I seonbi erano intellettuali che studiavano le opere di Confucio e Mencio, ma non vanno confusi con eremiti che ignoravano o si tenevano lontani dalla realtà del loro tempo. Sebbene appartenessero alla classe dirigente durante la dinastia Joseon, erano anche animati da un profondo senso di responsabilità sociale. Con coraggio e passione per la giustizia, presentavano al re petizioni schiette, consapevoli che così facendo mettevano a rischio la propria vita. Nutrivano inoltre una profonda empatia per le prove e le sofferenze della gente comune. Fu lo spirito dei seonbi a sostenere la dinastia Joseon lungo i suoi 500 anni di storia, e fu questo stesso spirito a essere tramandato agli studenti universitari e agli intellettuali della Corea moderna, che resero possibile la democratizzazione del Paese.

<Dipinto dell’artista Joseon Kang Hee-eon (1710~?) raffigurante un seonbi mentre compone una poesia.>
Seowon, la culla dello spirito seonbi di Joseon
Il seowon era il luogo in cui i seonbi di Joseon si riunivano per studiare. Il seowon era al tempo stesso un santuario dedicato alla memoria di un maestro rispettato o di un saggio classico, un istituto di ricerca per lo studio accademico e una scuola per formare e coltivare i futuri studiosi. Durante la dinastia Joseon, le istituzioni educative erano suddivise principalmente in due categorie: Seonggyungwan e Hyanggyo. La prima era una sorta di università statale, mentre la seconda era una scuola locale sostenuta dallo Stato. Il seowon, invece, corrispondeva a un moderno college locale privato. Alcuni seonbi, convinti che le istituzioni educative Seonggyungwan e Hyanggyo non servissero adeguatamente la società, decisero di creare una propria alternativa: il seowon. All’inizio finanziarono personalmente la costruzione dei seowon, e la maggior parte fu edificata in luoghi tranquilli e appartati, dove l’attenzione era interamente rivolta allo studio e all’insegnamento degli allievi. In seguito, i seowon cominciarono a ricevere finanziamenti dallo Stato. Verso la fine del periodo Joseon esistevano quasi 600 seowon in tutto il Paese, una situazione che portò a conflitti tra fazioni rivali. Ciononostante, il seowon rimase il fondamento dello spirito seonbi, nel quale ogni interesse mondano veniva abbandonato a favore del progresso accademico e della formazione dei futuri studiosi.

<Dosan Seowon in autunno.>
Seowon, l’estetica architettonica della noblesse oblige
I principi architettonici del seowon incarnano non solo una filosofia spiccatamente coreana, ma anche il sano e nobile spirito seonbi. Persino i grandi seowon sostenuti dallo Stato e finanziariamente stabili (come Dosan Seowon e Byeongsan Seowon ad Andong, e Sosu Seowon a Youngju) furono costruiti in modo estremamente sobrio e semplice. Questo perché per i seonbi ciò che contava era la forza vitale, non la materia; in effetti, la maggior parte dei seowon appariva umile, fino quasi alla modestia estrema. Questo spirito seonbi si ritrova non solo nell’architettura del seowon, ma anche nel suo giardino. Ogni giardino di seowon presentava lo stesso albero: la lagerstroemia, chiamata anche “rosso dei cento giorni” perché si diceva che i suoi fiori restassero rossi per 100 giorni. Perché la lagerstroemia? La corteccia della lagerstroemia è così sottile da sembrare quasi assente; l’interno dell’albero è pienamente visibile a tutti. I seonbi piantavano questo albero perché rappresentava la loro determinazione a vivere una vita trasparente e virtuosa come la lagerstroemia. Il fatto che ciò che si trova all’interno dell’albero sia chiaramente visibile rafforzava nei seonbi l’importanza di non agire in un modo pensando in un altro. Il seguente aneddoto tratto dai Dialoghi di Confucio illustra il rapporto percepito tra la lagerstroemia e lo spirito seonbi di Confucio. Un giorno, un discepolo chiese a Confucio quale tipo di essenza scorresse nel Classico delle Odi. Confucio rispose: “Quella che non concepisce alcun pensiero malvagio”.
Il confucianesimo non è una filosofia antiquata o anacronistica. È una disciplina che insegna le responsabilità etiche – la pratica della noblesse oblige – che gli intellettuali e i leader di oggi devono possedere per servire il proprio popolo. Lo spirito seonbi è la volontà di proteggere questa ideologia.
Quando visiterete la Corea, assicuratevi di riservare del tempo alla visita di un seowon, per percepire la forza e la purezza dello spirito seonbi.

<Byeongsan Seowon di Ryu Sung-ryong (1542~1607), studioso confuciano e politico della dinastia Joseon.>
* Foto per gentile concessione della Korea Tourism Organization e della Cultural Heritage Administration of Korea.