Ssireum (lotta tradizionale coreana) – uno sport antico evolutosi nell’era moderna

Ssireum (Traditional Korean Wrestling) – an ancient sport evolved to the modern era

Sport da combattimento tradizionale coreano, il ssireum si è evoluto da tattica di sopravvivenza nell’antichità a forma di intrattenimento apprezzata oggi durante festival e festività.

<Il ssireum è uno sport da combattimento tradizionale coreano praticato tra due contendenti, in cui uno dei due costringe l’avversario a toccare il suolo con una parte del corpo diversa dai piedi.>

Il ssireum, un’arte marziale tradizionale coreana

Sport tradizionale coreano, il ssireum prevede l’uso dell’intero corpo in una prova di forza e tecnica. I due contendenti afferrano la cintura dell’altro (chiamata “satba” in coreano) o la vita dei pantaloni e impiegano una combinazione di forza fisica e tecnica strategica per essere i primi a far cadere l’avversario a terra ed essere dichiarati vincitori. Per vincere un incontro di ssireum sono necessarie forza fisica, tecnica e resistenza. Grazie al suo equilibrio tra sviluppo della forza fisica e della tempra mentale, attraverso giudizio accurato e pazienza, il ssireum è uno sport estremamente benefico sotto molti aspetti. In Corea è uno sport molto amato e, sebbene i tornei si svolgano durante tutto l’anno, sono particolarmente frequenti in occasione di festività e festival.

Il ssireum, uno sport globale che attraversa i millenni

Si ritiene che il ssireum si sia sviluppato naturalmente nelle civiltà antiche. Nelle società primitive, le persone dovevano combattere contro animali selvatici e, forse, contro membri di altri gruppi per sopravvivere. Poiché solo chi era in grado di vincere combattimenti a mani nude poteva sopravvivere e conquistare una posizione dominante, è molto probabile che le popolazioni preistoriche siano state costrette a imparare rapidamente a proteggersi senza armi, un’abilità che si è sviluppata con il passare del tempo. Tali lotte a mani nude sarebbero state naturalmente accolte dalle religioni primitive. Nel corso delle generazioni, i rituali religiosi in cui alcuni gesti ricordavano posture di combattimento si sarebbero probabilmente trasformati gradualmente in una forma di sport.


<Lottatori sumeri – circa 2400 a.C.>

L’evoluzione della lotta riguarda non solo la Corea, ma anche il resto del mondo. Sebbene i dettagli della forma varino da cultura a cultura, giochi simili al ssireum esistono in tutto il mondo, e ogni gruppo etnico e/o nazione possiede una propria versione di questo sport. Come il bostel olandese, il das schwingen svizzero, il glima irlandese, il koshti iraniano, il sambo russo, lo yagli gures (lotta nell’olio) turco, il buh mongolo, il vat co truyen vietnamita, il sumo giapponese e lo shuai jiao cinese, in quasi ogni cultura esiste una forma tradizionale unica di lotta simile al ssireum.

Di conseguenza, benché il prototipo del ssireum sia comune a tutti i popoli e possa essere fatto risalire ai primissimi tempi dell’esistenza umana, è difficile determinare un punto di origine specifico della lotta in un particolare gruppo etnico o in una determinata regione. Secondo vari reperti, la lotta esisteva già 3.000 anni prima dell’era volgare. Questa è la datazione approssimativa al carbonio di un antico manufatto bronzeo babilonese scoperto con un’incisione raffigurante una scena di lotta. Si ritiene che una pittura murale egizia raffigurante la lotta risalga al 500 a.C. Secondo le testimonianze documentarie, l’Iliade di Omero, considerata il più antico poema epico della Grecia, contiene un episodio sulla lotta. Nella tradizione orientale, esiste una testimonianza del Periodo degli Stati Combattenti in Cina che menziona la lotta.


<Questo rilievo greco mostra le origini della lotta, uno sport simile al ssireum.>

Il ssireum incarna lo spirito culturale coreano di festival e festività

Le più antiche testimonianze del ssireum in Corea sono state rinvenute nelle pitture murali tombali del Regno di Goguryeo (37 a.C.-668 d.C.). In Cina, su una parete di una tomba nel distretto di Xian, nella provincia cinese di Jilin, ritenuta costruita alla fine del IV secolo, è dipinta una scena di lotta. La parete destra della tomba di Anak di Goguryeo presenta un dipinto con due uomini dall’aspetto vigoroso impegnati in un incontro di lotta sotto un grande albero, mentre sulla destra un anziano dai capelli bianchi si appoggia a un bastone, presumibilmente nell’atto di giudicare l’incontro. La presenza di un giudice dimostra che il ssireum è uno sport con regole da seguire rigorosamente e che tali regole esistevano già nel Regno di Goguryeo.


<Pittura murale raffigurante la lotta rinvenuta in una tomba di Goguryeo.>

La Tomba 1 di Goguryeo a Jiangzhen, distretto di Xian, provincia di Jilin in Cina, che si ritiene risalga alla metà del V secolo, presenta sul lato sinistro una pittura murale che raffigura la lotta come parte di una scena di festa all’aperto. Osservatori con parasoli, cavalieri, servitori e cani si trovano sotto un grande albero. Intorno a loro vi sono persone impegnate in diverse attività, come acrobazie, lotta, percussioni, strumenti a corda e danza. Questo dipinto dimostra che durante il Regno di Goguryeo (37 a.C.-668 d.C.) la lotta era una forma di intrattenimento.


<Pittura murale di Goguryeo raffigurante la lotta rinvenuta nella Tomba 1 di Jiangzhen, Cina.>

Oltre a queste testimonianze, esistono documentazioni relativamente più recenti del ssireum in testi storici come la Storia di Goryeo e gli Annali reali di Joseon. La presenza di vari aspetti del ssireum nelle pitture popolari e di genere mostra inoltre che questo sport era un elemento essenziale della vita quotidiana dei coreani premoderni.

Il ssireum era un evento ritualizzato nella società agricola. Il quinto giorno del quinto mese del calendario lunare (chiamato “dano” in coreano), gli uomini del villaggio si riunivano presso una grande fossa di sabbia o un’area erbosa per dare prova della propria forza attraverso incontri di ssireum. Durante il plenilunio del settimo mese si teneva il baekjung (letteralmente “tra 100”), un grande torneo di ssireum in cui uomini forti provenienti da diverse regioni si riunivano per mostrare la propria finezza e abilità davanti a folle di centinaia di persone. Il vincitore del baekjung era chiamato “cheonha jangsa”.


<Un dipinto dell’artista Joseon del XVIII secolo Kim Hong-do raffigura spettatori che assistono a un incontro di lotta.>

Durante la festività di Chuseok, nell’ottavo mese lunare, uomini forti provenienti sia dalla capitale sia dalle regioni periferiche si riunivano per un torneo nazionale di ssireum, ciascuno sperando di conquistare per la propria città natale l’onore della vittoria. Per sconfiggere gli avversari, i partecipanti utilizzavano tutte le tecniche di ssireum che conoscevano, tra cui tirare, sollevare, spingere, piegarsi in vita e sgambettare.

Al vincitore di questo torneo veniva assegnato un toro come premio. Si ritiene che questa usanza derivi dal fatto che la maggior parte dei praticanti di ssireum nell’antica Corea fossero agricoltori, ed è prova del rispetto che la gente nutriva allora per il mestiere agricolo. Il dono di un toro era molto probabilmente pensato per incoraggiare le attività agricole del vincitore.

In tal modo, il ssireum era uno degli eventi più popolari di qualsiasi festival o celebrazione festiva. A differenza della maggior parte delle altre arti marziali, il ssireum è speciale perché comporta un contatto diretto pelle a pelle, in linea con l’enfasi tradizionale coreana su uno spirito nazionale fondato sul “jeong (affetto reciproco)”. Semplice, emozionante e praticabile da chiunque e ovunque, questo sport è piacevole sia per i partecipanti sia per gli spettatori. Il ssireum è uno sport “sociale” estremamente benefico, con una lunga storia, che continua a essere praticato e sviluppato ancora oggi.

* Foto per gentile concessione della Korea Tourism Organization.