I templi buddhisti in Corea incarnano la pace e l’equanimità del Buddha, oltre a essere capolavori artistici di splendore e meraviglia.

<Il tempio Songgwangsa si trova sul monte Jogyesan a Suncheon, nella provincia di Jeollanam-do.>
La Corea, un Paese con un tempio su ogni montagna
La Corea è un Paese ricco di montagne. Il settanta per cento del suo territorio è montuoso e conta oltre 5.000 vette. La maggior parte di queste montagne ospita templi buddhisti; non è raro, infatti, imbattersi in un tempio durante una visita a qualsiasi ruscello su qualunque montagna. Ciascuno di questi templi possiede una propria storia, leggende e origini. In Corea vi sono oltre 20.000 templi ufficialmente registrati, molti dei quali — centinaia, in effetti — hanno almeno 1.000 anni. Tra questi figurano siti del patrimonio culturale UNESCO come il tempio Bulguksa e la grotta Seokguram, oltre ai templi Haeinsa, Tongdosa e Hwaeomsa. Non è dunque un’esagerazione definire la Corea una terra di templi. Una vera comprensione della storia, della cultura e dell’arte coreane dovrebbe iniziare dalla comprensione del significato del tempio buddhista in Corea.

<Il tempio Haeinsa si trova sul monte Gayasan. È considerato una delle principali attrazioni per chi visita la Corea.>
Il tempio, un museo dell’arte buddhista
Il tempio, chiamato in coreano sachal, sawon o garam, è il luogo in cui i monaci buddhisti compiono la formazione religiosa e officiano rituali per i fedeli buddhisti. Un tempio è considerato la terra del Buddha e, pertanto, distinto dal mondo umano. Per questo il tempio è riccamente ornato, maestoso e magnifico. Ogni edificio — da quello principale che custodisce la statua del Buddha alle costruzioni minori — è un capolavoro architettonico a sé stante, con pilastri, tetti, pareti e porte realizzati dai migliori artisti dell’epoca. Il tempio è inoltre un museo di diverse forme d’arte buddhista, come statue del Buddha, pagode, campane e dipinti buddhisti. I templi buddhisti in Corea possiedono un’importanza storica e un valore artistico paragonabili a quelli delle antiche cattedrali d’Europa o delle moschee islamiche.

<Una pagoda in pietra ottagonale a nove livelli, costruita nel X secolo, e una statua del Buddha della medicina si ergono davanti alla sala principale del Buddha nel tempio Woljeongsa a Pyeongchang, nella provincia di Gangwon.>

<Buddha stante e tetto con dancheong (pittura policroma tradizionale coreana sugli edifici in legno) del tempio Beopjusa, Boeun, provincia di Chungbuk (a sinistra), e del tempio Woljeongsa a Pyeongchang, provincia di Gangwon (a destra).>
La strada verso il tempio è un cammino di meditazione verso il Buddha
Sebbene i templi differiscano in parte per dimensioni e periodo di costruzione, in generale seguono gli stessi principi architettonici fondamentali. Un tempio inizia con un lungo pilastro chiamato danggan jiju, che funge da pietra miliare indicando che questo è un luogo alla presenza dello spirito del Buddha.

<Danggan jiju nell’antico sito del tempio Gulsansa.>
Dopo aver superato il danggan jiju, si incontra la porta Iljumun. La parola “Ilju” significa “mente individuale” o “coscienza cosmica”. In altre parole, è un simbolo dell’origine dell’universo e della vita, nonché del confine tra il mondo umano e il paradiso, la terra del Buddha. Attraversata la porta Iljumun e proseguendo leggermente più in alto sulla montagna, di solito si incontra un piccolo ruscello. È un messaggio rivolto al visitatore: prima di entrare alla presenza del Buddha, è necessario purificare nelle acque del ruscello il corpo e la mente da ogni preoccupazione mondana.

<Porta Iljumun al tempio Ssanggyesa, Hadong, provincia di Gyeongnam.>
Dopo aver oltrepassato il ruscello della purificazione, appare un’altra porta, sorvegliata dai quattro deva, o divinità, che proteggono il Buddha. È qui che viene stabilito se una persona sia degna di incontrare il Buddha. Osservando più da vicino i deva, si nota che i loro volti ricordano quelli dei popoli dell’Asia centrale, le loro armature sono cinesi e nelle mani tengono spade coreane: un’immagine che racconta il variopinto viaggio transculturale del buddhismo dall’India alla Corea attraverso la Via della Seta.

<Quattro deva nel tempio Songgwangsa a Wanju, nella provincia di Jeollabuk-do.>
Dopo aver attraversato in sicurezza la porta dei deva, l’ultima porta è la Bulimun, che conduce al cortile dell’edificio principale del tempio, dove risiede il Buddha. Bulimun significa “non due” in coreano, espressione che può essere interpretata così: “come tu e io non siamo due esseri separati, così anche l’universo non è separato da me. Dunque, il Buddha e io siamo uno”. Questo pensiero dovrebbe accompagnare chi attraversa la Bulimun dirigendosi verso l’edificio principale che custodisce la statua del Buddha.

<Bulimun al tempio Tongdosa, uno dei tre templi gioiello della Corea, costruito nel 646 d.C. a Yangsan, nella provincia di Gyeongnam. I Tre Templi Gioiello della Corea sono i tre principali templi buddhisti del Paese, ciascuno dei quali rappresenta uno dei Tre Gioielli del buddhismo. Il tempio Tongdosa rappresenta il Buddha; il tempio Haeinsa rappresenta il dharma, ovvero gli insegnamenti buddhisti; e il tempio Songgwangsa rappresenta il sangha, ovvero la comunità buddhista.>
Il percorso che si compie per raggiungere il tempio — scorgere da lontano il danggan jiju, lavare via le preoccupazioni mondane nel ruscello dopo aver superato la porta Iljumun, incontrare il Buddha all’interno dell’edificio principale del tempio dopo aver oltrepassato la porta dei deva e ricevere l’illuminazione alla Bulimun — può essere considerato il cammino di disciplina mentale che condusse all’illuminazione del Buddha.

<Daeungjeon, l’edificio principale del tempio Gapsa sul monte Gyeryong.>

<Statua in bronzo dorato della triade del Buddha nel tempio Daeheungsa a Haenam, nella provincia di Jeonnam.>
La bellezza visiva di un tempio e il significato dei suoi numerosi elementi ispirano naturalmente molti visitatori ad approfondire l’esperienza del buddhismo. Per coloro che desiderano trascorrere diversi giorni con i monaci del tempio nella meditazione e nella disciplina mentale, sono disponibili soggiorni nei templi: un’esperienza che aiuta certamente a liberare la mente dalle preoccupazioni e a intuire il sapore dell’illuminazione. Il tempio buddhista coreano è un centro di formazione aperto a tutti.

<Un programma di soggiorno in un tempio buddhista tradizionale, dove i partecipanti sperimentano la cultura buddhista tradizionale coreana. Per maggiori informazioni sui soggiorni nei templi, cliccare qui.>
* Foto per gentile concessione dell’Organizzazione del Turismo Coreano e dell’Amministrazione del Patrimonio Culturale della Corea.